Voglio pensare che ora VIVA li!


È domenica, ci vediamo come al solito alle 9.30.
Guido con mamma accanto ed ascoltiamo una parabola che tocca i cuori.
A distanza vedo un grosso ciuffo arancione sul ciglio ma la fila di auto non consente rallentamenti e allora imbocco la prima stradina di ghiaia per girarmi e tornare indietro.
Scendo facendo attenzione a non essere investita e mi accorgo che il ciuffo arancione è la coda di una bellissima e giovane volpe, ormai priva di vita.
Mi sono chinata per una preghiera e per spostare il suo corpo lontano dalla carreggiata, tra l’erba alta, sotto la scarpata che portava ad un pioppeto.
Nel frattempo qualcuno si era spazientito perché la mia auto aveva rallentato di qualche minuto la corsa verso le spiagge. Quando l’ho toccata era ancora tiepida e la pancia era morbida.
Ci sono anime selvagge che incrociano il nostro cammino solo per un istante, presenze che in una manciata di secondi riescono a smuovere qualcosa di profondo.
Stamattina non ho potuto tirare dritto.
Nonostante i clacson, nonostante il tempo, il sole, nonostante il suo sangue sulle mani… meglio al riparo dal rumore e dall’indifferenza di chi correva via; accompagnarla altrove è stato un mio piccolo, ma sentito rituale.
Il viaggio prosegue in un silenzio carico di pensieri e di un’emozione che faticavo a contenere. Arrivate a Piove di Sacco, ci sediamo sotto la tenda di un baretto in centro. Ripercorriamo quel momento, lasciando scendere dagli occhi tutto ciò che avevano visto.
È qui che accade qualcosa che mi lascia senza fiato. Sopra un banchetto di cianfrusaglie, tra decine di oggetti, una palla di neve cattura la mia attenzione. Non sono solo i colori brillanti ad attrarmi, è ciò che scorgo al suo interno: l’ho fissata come si fissano i miracoli. Quell’anima selvaggia, riposta tra l’erba, non si era persa del tutto.
L’ho portata a casa per pochi euro, la foto è questa.
Voglio pensare che ora viva li, dentro quella sfera perfetta… finalmente lontana da tutti i pericoli del mondo.

Martina Crepaldi

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