Ti ricordi di me? SONO IL TUO SOGNO…

Cara Sognatrice,
ti scrivo da qui, da questo angolo del cassetto che sa di chiuso. In che scaffale hai riposto quell’eccitazione che ti illuminava lo sguardo?
Ti ricordi di me?
Non lasciarmi tra i disegni dimenticati nella cartellina a pois o sopra l’aquilone che da troppe primavere non cavalca il vento. Dimmi che la scintilla che un tempo mi ha acceso non si è affievolita del tutto, dimmi che la sua voce ti parla ancora di me. Placa le mie ansie e raccontami che esisto sotto il rumore della tua vita adulta; alza gli occhi e dichiara che vivo dentro le nuvole bianche e nel viola pastello degli arcobaleni. La polvere non mi spaventa ma il silenzio si: tu che eri un vulcano di futuri possibili, tu che partorivi favole dagli occhi… non guardi più la mappa dei desideri, quella che – addormentandoti – hai lasciato sbiadire. Le lancette del tempo stanno tracciando solchi invisibili sul mio volto. E sul tuo. A volte mi assale il timore che il sentiero che conduce a me sia coperto di rovi di “non c’è tempo” e “non riesco”. Eppure, nel profondo, avverto un fremito, un mormorio ancestrale che risale le tue viscere e che sa, con disarmante innocenza, che l’impossibile aspetta di essere intrapreso.

A te parlo, custode di meraviglie e restauratrice di stelle cadenti: non lasciare che il crescere offuschi lo scintillio di un tempo. Io sono intessuto della stoffa più audace, forgiato nel crogiolo della tua viva speranza. Prima di relegarmi nel museo dei tuoi reparti archeologici prendi la chiave e liberami, non importa quanti inverni sono trascorsi.
E se tu credi ancora nella mia possibilità, sentirai passi di danza provenire dalla soffitta.

“Ohhh… Sei ancora qui?” – chiederai stupita!
Si, sono rimasto qui, nell’angolo, in paziente attesa che tu ti svegliassi, con la tenacia incrollabile di chi vuol vivere.
Perché io sono il tuo Sogno, Piccola mia e i sogni non muoiono, non muoiono mai.

Martina Crepaldi

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