La M A L A T T I A: quella nota stonata

La Visione del mal-essere che ora desidero proporti, potrebbe davvero aiutarti a STAR MEGLIO!

“La malattia non è né una crudeltà in sé, né una punizione, ma solo ed esclusivamente un correttivo, uno strumento di cui la nostra anima si serve per indicarci i nostri errori, per trattenerci da sbagli più gravi, per impedirci di suscitare maggiori ombre e per ricondurci sulla via della verità e della luce, dalla quale non avremmo mai dovuto scostarci.”
Edward Bach, medico, 1886-1936

Durante le lezioni al Conservatorio, fin dai 10 anni d’età, mi sorprendeva il potere curativo del suono. Pensavo fin da allora che la musica, con il suo linguaggio non verbale, fosse mezzo di comunicazione dell’emotività. Gli studi successivi in Naturopatia ad indirizzo bioenergetico, la specializzazione in kinesiologia quantistica, l’approfondimento delle tecniche induttive in Ipnosi rapida e l’incontro con Giordano Sandalo (Docente e terapeuta del Suono), mi hanno permesso di comprendere appieno il potere delle frequenze, in relazione al corpo fisico, mentale ed emotivo dell’umano. Negli anni mi sono resa conto che l’immenso bagaglio di “STRESS” che l’essere umano accumula, è spesso costituito da blocchi delle emozioni ed è causa dei fenomeni patologici a sfondo psicosomatico. E’ stato per me veloce comprendere il potenziale benefico del suono: esso suscita emozioni armoniche che correttamente sfruttate possono rimuovere o trasformare le energie disarmoniche, causa di disfunzioni della struttura psicofisica. L’effetto del suono (infrasuoni, suoni di bassa frequenza, particolari timbri di suoni, ultrasuoni ecc., utilizzo della voce e degli armonici) lo utilizzo per la terapia di specifici disagi organici, efficace per il trattamento del dolore, coadiuvante nei trattamenti invasivi, stimolante per l’aumento delle difese organiche, ecc.

Oltre a suscitare emozioni, la musica provoca reazioni a carico della sfera vegetativa: si assiste a modificazioni della pressione sanguigna, della frequenza cardiaca, della respirazione e di altri parametri chimici e biochimici, anche quando la musica è percepita inconsciamente. Utilizzare le frequenze sonore come cura (binaurali, toni isocronici, appositamente studiate per il singolo soggetto) significa nutrire letteralmente il corpo con il suono e servirsi dello stesso per portare alla coscienza le dimensioni nascoste nel profondo, accelerando così il proprio processo di evoluzione. Gli effetti terapeutici del suono sono in grado di modificare l’attività del sistema nervoso vegetativo. La musica è un’efficace terapia complementare in varie condizioni, soprattutto quelle caratterizzate dalla cronicizzazione o dall’acutizzazione del dolore in quanto capace di modulare complesse attività nervose che si manifestano in alterazioni neurovegetative.

Il corpo, proprio come un diapason, risponde ad una frequenza vibrando; è possibile udire, captare, inglobare non soltanto attraverso le orecchie e il sistema neuro-cerebrale, ma per mezzo di recettori sparsi un po’ dovunque. Infatti il corpo, al suono, risponde con un altro suono. E’ pertanto importante l’ascolto di sé: non esiste il cervello che “pensa di ascoltare la musica” per dare beneficio al corpo, ma l’unità corporea che, immersa nella musica, diviene musica stessa, come unità vibrante. Nelle terapie Energo/Vibrazionali si agisce attraverso il suono modulato in frequenza e potenza per intervenire sui sintomi che variano da persona a persona, seguendo una linea interpretativa e percettiva ispirata ai concetti fondamentali delle terapie olistiche e tendendo conto dell’unicità di ogni singolo essere.

Martina Crepaldi

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